Andrologia

L’andrologia è la branca specialistica della medicina dedicata allo studio della salute maschile, con particolare riferimento alle disfunzioni dell’apparato riproduttivo maschile.

Vediamo quali sono le principali patologie andrologiche che il Dott. Paolo Capogrosso studia, diagnostica e tratta.

Principali Patologie Andrologiche
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    Varicocele

    Con il termine varicocele si intende una dilatazione delle vene deputate al deflusso di sangue dal testicolo. E’ una condizione clinica frequente che si presenta in 1 uomo su 6 e nella quasi totalità dei casi è a carico del testicolo di sinistra. Nella maggior parte dei casi questa dilatazione è asintomatica, tuttavia in alcuni casi può essere responsabile di dolori e fastidi a livello testicolare di solito avvertiti come “senso di peso” a carico di inguine e scroto. In 1 caso su 4, il varicocele può essere dannoso per gli spermatozoi ed essere quindi causa di infertilità maschile.

    Diagnosi di Varicocele

    La diagnosi di varicocele si base su un attento esame clinico dei genitali esterni e sulla esecuzione di ecodoppler scrotale in grado di evidenziare la dilatazione delle vene testicolari con associato reflusso di sangue al loro interno. In presenza di un varicocele significativo con una conseguente alterazione degli spermatozoi evidenziata tramite uno spermiogramma, sarà necessaria una correzione chirurgica per permettere un miglioramento della qualità del liquido seminale migliorando quindi la fertilità del paziente.

    Trattamento di Varicocele

    L’intervento chirurgico eseguito con tecniche di microchirurgia prevede la chiusura tramite legatura delle vene testicolari dilatate mediante una piccola incisione praticata poco al di sotto dell’inguine. Tale procedura viene di solito eseguita in regime di day hospital e quando eseguita tempestivamente porta ad un miglioramento significativo della qualità dello sperma e quindi della fertilità.

    Pene Curvo

    Il pene curvo è una condizione che può presentarsi sin dalla nascita o comparire più avanti nel corso della vita. Nel primo caso, si tratta di una curvatura congenita, di solito caratterizzata da un pene che si rivolge verso il basso. Tale condizione può talvolta arrecare problemi ai ragazzi giovani durante le prime esperienze sessuali. Solo in questi casi sarà necessaria una correzione chirurgica.

    Più frequente è invece il caso in cui la curvatura compare ad un certo punto nel corso della vita, tipicamente in un età che varia dai 35 al 65 anni. In questi casi si parla di malattia di La Peyronie (dal nome del medico che per primo l’ha descritta) o di induratio penis plastica. Questa malattia si caratterizza per la formazione di cicatrici (“placche”) a livello dei tessuti che rivestono il pene, che comportano una curvatura del pene tipicamente verso l’alto e/o laterale (a destra o a sinistra). Talvolta, oltre alla curvatura si possono presentare delle deformazioni del pene identificabili come dei restringimenti concentrici lungo l’asta peniena. Un’altra caratteristica tipica delle prime fasi della malattia è il dolore all’erezione che non è tuttavia presente in tutti i casi.

    Si stima che l’11% della popolazione maschile sia affetto da questa condizione che può portare a serie difficoltà nei rapporti sessuali talvolta impedendo del tutto la penetrazione per via di una curvatura troppo prominente.

    Nella maggior parte dei casi la terapia dell’induratio penis plastica è di tipo conservativo e si può avvalere dell’utilizzo di onde d’urto, di infiltrazioni di farmaci all’interno della “placca” o di ginnastica di stretching penieno mediante vacuum. Nei casi più gravi sarà necessario ricorrere all’intervento chirurgico con asportazione della placa e raddrizzamento definitivo del pene.

    Fimosi

    Con il termine fimosi si intende la difficoltà a scoprire interamente la porzione terminale del pene a causa di un restringimento del prepuzio ovvero della pelle che ricopre il glande. In presenza di fimosi risulterà molto difficile oltre che doloroso poter eseguire una corretta igiene personale dei genitali. Inoltre, la difficoltà a scoprire il pene potrà essere causa di dolori e fastidi durante i rapporti sessuali fino a rendere impossibile la penetrazione.

    Nei casi più gravi, la fimosi può esitare in infezioni del glande e del prepuzio (balaniti e balanopostiti) che possono portare a costante bruciore prurito a livello del pene.

    Trattamento Fimosi

    Il trattamento della fimosi è esclusivamente chirurgico e si basa sulla circoncisione, ovvero l’asportazione del prepuzio. Dopo l’intervento il pene rimarrà quindi sempre scoperto consentendo una corretta igiene ed una normale attività sessuale.

    Disfunzione Erettile

    Con il termine disfunzione erettile si intende l’impossibilità ad ottenere o a mantenere un erezione soddisfacente durante un rapporto sessuale. Si stima che fino al 50% della popolazione sopra il 60 anni di età lamenti difficoltà di erezione. Recenti dati mostrano inoltre come la disfunzione erettile possa presentarsi non infrequentemente anche in pazienti giovani al di sotto dei 40 anni di età. Le cause di disfunzione erettile possono essere varie e includono un alterato apporto di sangue a livello del pene, un eccessivo deflusso di sangue venoso dal pene o un danno a livello dei nervi deputati all’erezione.

    Tali condizioni si possono verificare in presenza di malattie come il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione arteriosa, le malattie cardiovascolari o in seguito ad interventi chirurgici. Talvolta, la causa del deficit erettile risiede in un’eccessiva riduzione del testosterone (l’ormone sessuale maschile) nel sangue. Un eccessivo fumo di sigaretta e la scarsa attività fisica sono inoltre importanti fattori di rischio per la disfunzione erettile. Nei pazienti più giovani, la disfunzione erettile è invece più tipicamente legata a problematiche di stress e “ansia da prestazione” oppure ad uno scarso desiderio sessuale e si parla quindi disfunzione erettile di tipo “psicogeno”.

    Diagnosi e Trattamento Disfunzione Erettile

    La diagnosi di disfunzione erettile si basa su un attento esame clinico e sull’esecuzione di indagini specifiche. Tra queste, l’ecodoppler penieno dinamico (o attivato) consente di studiare la vascolarizzazione peniena andando a valutare l’eventuale presenza di un ridotto apporto di sangue al pene. Il trattamento della disfunzione erettile si basa sull’utilizzo di farmaci per bocca che consentono al paziente di ottenere un’erezione soddisfacente con maggior facilità. In presenza di un alterata vascolarizzazione peniena inoltre, ci si può avvalere del trattamento con onde d’urto applicate sul pene che è in grado di migliorare la vascolarizzazione e l’apporto di sangue al pene.

    Tra le terapie così dette “rigenerative”, in grado cioè di rigenerare i tessuti alterati a livello del pene si annovera inoltre anche il trattamento con iniezioni di PRP, ovvero il plasma ricco in piastrine.

    Nei casi più gravi, è possibile inoltre ricorrere alla chirurgia con impianto di protesi peniene.

    Dott. Paolo Capogrosso

    Esperto Urologo Andrologo

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